Universitą Bocconi: le occasioni per essere mamma e lavoratrice
Nome azienda: Universitą Commerciale Luigi Bocconi
Sito web: http://www.uni-bocconi.it
L'Universitą Commerciale L.Bocconi nasce nel 1902 come prima universitą in Italia a offrire un corso di laurea in Economia. Da allora l’Universitą Bocconi svolge un ruolo culturale nella societą e si propone di rispondere alla domanda di formazione e ricerca scientifica che proviene dal sistema economico nazionale ed internazionale, attraverso attivitą di didattica e di ricerca. L’Universitą dimostra da diversi anni una particolare attenzione alle esigenze del proprio personale e in particolare delle donne, attraverso politiche che facilitino la conciliazione tra vita lavorativa e famigliare. Le donne, del resto, rappresentano in Bocconi il 74% sul totale del personale tecnico amministrativo dipendente e molte di loro ricoprono ruoli dirigenziali e di responsabilitą.
Tra le diverse iniziative, a fine settembre 2005 L’Universitą Bocconi ha
istituito, nei propri spazi di Via Giovenale 4, l’asilo nido
“Ni.Bo”. La struttura, affidata ad un operatore esterno
accuratamente selezionato, “La bottega delle coccole” oltre
ad offrire ospitalitą ai figli dei dipendenti, organizza corsi di
formazione per neogenitori attraverso i quali sono offerti consigli
e suggerimenti per il supporto alla crescita dei bambini e incontri sul
primo soccorso.
L’impegno dell’Universitą Bocconi per supportare le donne nella
conciliazione tra vita famigliare e professionale č costante, attraverso la
disponibilitą del management dell’Ateneo a prendere in esame le esigenze
delle risorse e si manifesta anche attraverso particolari disposizioni
previste nel Contratto collettivo per il personale non docente, tra le
quali:
- flessibilitą di orari in entrata e in uscita;
- possibilitą di part-time sia orizzontale che verticale;
- introduzione della modalitą lavorativa tramite telelavoro, per mansioni compatibili;
- possibilitą di recuperare nel mese eventuali straordinari con periodi di riposo;
- permessi “parentali” aggiuntivi rispetto alla normativa.
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