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Per le aziende

Breve test di misoginia aziendale

  1. Nelle vostre procedure di selezione, tra le informazioni di sintesi da trasmettere/conservare, è previsto anche il sesso dei candidati?
  2. Chi si occupa di selezione è prevalentemente maschio o femmina?
  3. Nella vostra azienda, vi sono parecchie attività "a progetto", i cui responsabili sono nominati anche al di fuori delle normali collocazioni gerarchiche?
  4. Se in queste attività è una donna a gestire uomini, questo è visto come un potenziale, sia pur non grave, problema?
  5. Si sa se, in che misura e perché le retribuzioni delle donne differiscono da quelle dei maschi?
  6. Esiste un’ampia fascia di flessibilità di orario per le dipendenti?
  7. È in qualche modo "personalizzabile" o è applicata in modo rigido?
  8. È stato valutato se costituire un nido aziendale?
  9. Esiste in azienda un ruolo ed una persona incaricata di seguire il problema delle pari opportunità e delle carriere femminili?
  10. A chi riporta? Di che considerazione gode?
  11. Vi sono stati accordi sindacali specificamente dedicati a migliorare la qualità della vita delle dipendenti donne?
  12. Quanto contano gli aspetti estetici, nella definizione dei lay-out e degli arredamenti degli uffici?
  13. La comunicazione interna ufficiale è intensa, e piuttosto burocratico-formale oppure diretta-informale?
  14. Il linguaggio quotidiano del management riflette modelli culturali "machisti" (es: "quello sì che ha le palle!")?
  15. Le donne in maternità mantengono rapporti con l’azienda e, se sì, soprattutto rapporti informali con la struttura di appartenenza o rapporti formali con una struttura apposita dedicata al loro reinserimento?
  16. La definireste un’azienda retta più sui "sistemi" o sulle persone?
  17. Esistono delle politiche e dei codici di comportamento ufficiali sulle "molestie sessuali (sexual harassement)?"
  18. Esiste una formazione sulle problematiche femminili o riservata alle donne?
  19. Nella formazione ai capi, si parla di "diversity management"?
  20. Le dipendenti sono preoccupate se devono annunciare un loro stato di gravidanza?
  21. Nel personale con contratti atipici le donne sono più rappresentate, a parità di mansioni, che nel personale con normale contratto di assunzione?
  22. Nella definizione della politica retributiva, una donna che sta per andare in maternità è considerata al pari degli altri?
  23. Si sa e si monitora quante sono le donne tra chi lascia l’azienda per dimissioni?
  24. Esiste una carta dei valori aziendale? Le pari opportunità vi sono citate?
  25. Che peso hanno i valori relazionali e di qualità della vita nei valori "realmente vissuti" in azienda?
  26. Si monitora regolarmente quanti dirigenti e quadri sono donne rispetto al totale, e quanti sono rispetto alle altre aziende del medesimo settore?
  27. Quanto pesa, nell’apprezzamento aziendale, il "fermarsi fino a tardi"?
  28. Qual è l’età media del management aziendale?
  29. Esistono piani di carriera ufficiali e strutturati?
  30. Atteggiamenti quotidiani che diano spazio a volgarità o allusioni spiacevoli di stampo sessuale sono di fatto primariamente sanzionati:
  31. Il "chatting" in ufficio di faccende personali è visto come una cosa naturale od un’anomalia nella giornata d’ufficio?
  32. Ci si pone il problema, formalmente o informalmente, se un maschio deve essere messo sotto una donna nella gerarchia aziendale?
  33. Una battuta sulle donne che dia per scontata una loro inferiorità professionale è vista come un "delitto", un’idiozia, od una cosa normale?
  34. Piccoli ritardi o richieste di permessi per ragioni familiari sono valutati con qualche fastidio dalla struttura aziendale?
  35. Esiste una valutazione delle prestazioni ufficiale, discussa con i dipendenti?
  36. Gli incontri informali tra dipendenti (cene, attività sportive etc.) sono frequenti, e visti con favore o sfavore dall’azienda?
  37. Se quando definite un profilo per un’assunzione vi sentite dire "in quest’area una donna non va bene", cosa rispondete?

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Donne in Rete: opportunità ed interventi rivolti alle donne inerenti la formazione, il lavoro e i servizi alla donna offerti sul territorio di Milano e Provincia (Id 291721).
Progetto finanziato con decreto n. 12410 del 05/08/2005 nell'ambito del Dispositivo Multimisura Azioni di Sistema - F.S.E OB.3 anno 2004/2005.
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